D'un tratto nel folto del bosco

D'un tratto nel folto del bosco

E’ un breve romanzo fantastico che ho casualmente scoperto alla libreria della Stazione Termini di Roma, posto in piccola pila vicino alla cassa (l’importanza della posizione del libro nel negozio!). Forse è destinato ai bambini, lo si capisce perché l’autore ringrazia Dean, Nadav, Alon e Yael “che mi hanno aiutato a raccontare questa storia e vi hanno contribuito con idee proposte e colpi di scena”, ma può piacere a tutti.

In un paese isolato e misterioso di non più di 50 case, situato in una valle un po’ fuori dal mondo e lambito da un ruscello, la comunità vive un fato strano e triste: molti anni prima tutti gli animali una notte se ne sono partiti e non sono mai più ritornati. Non solo cani e gatti e mucche e capre, ma anche gli uccelli, i pesci, gli insetti e persino i tarli dei mobili. Solo pochi vecchi un po’ matti continuano nelle loro sedimentate abitudini: fischiano al cane che non c’è più, buttano briciole di pane ai pesci nel torrente e a uccelli immaginari; e la maestra Emanuela cerca di tenere desta la memoria dei tempi passati appendendo ai muri dell’aula disegni e fotografie di animali e ripetendone i versi, in modo che i bimbi abbiano contezza di esseri che non hanno mai conosciuto.

Ma per la quasi totalità, se interrogati sul perché sia successo ciò che ha cambiato per sempre la vita più intima del paese gli adulti sfuggono dal dare risposte semplici e chiare. Tutti si vergognano. Tutti evitano il ricordo di quella notte e impongono agli altri il silenzio più assoluto. E anche i ragazzi si adeguano, imparano a non chiedere e anzi deridono quei pochi compagni che non si accontentano di risposte non date.

Finché due bimbi, Mati e Maya, inseguendo qualche loro intima convinzione o forse sogno, obbediscono all’impulso profondo di allontanarsi dal paese per cercare di scoprire il mistero da tutti negato. Salendo sulla montagna (Maya con coraggio, Mati tutto timoroso) troveranno un castello/casa dove vivono in armonia e abbastanza felici tutti gli animali del mondo e il vecchio Nehi: molti anni prima ha abbandonato il paese dove abitava bambino portandosi dietro l’immenso corteo di tutti gli animali della contrada, per punire gli adulti e i compagni della loro totale incapacità a comprenderlo. E si è evoluto a metà tra un vecchio stregone e uno spirito saggio, pieno di rancore rimpianti e rimorso.

Mati ha l’impressione di avere già conosciuto molto tempo prima quel posto incantato (era il ventre materno? O il paradiso terrestre?) ma con Maya decide di tornare al paese: sperano che un giorno gli animali scendano di nuovo in corteo dalla montagna e che una nuova capacità di mitezza consenta a tutti di vivere felici e contenti. E in fondo anche il vecchio Nehi lo spera.