Per un'etica condivisa

Per un'etica condivisa
In questo denso e prezioso volumetto l’Autore, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, pone in modo chiaro e stringente il problema del dialogo tra credenti cristiani e non cristiani e tra cattolici e laici.
Sostiene che la proposta della fede può avvenire solo nella mitezza e nel rispetto dell’altro.
Infatti solo riconoscendo la pluralità dei valori presenti anche nella società non cristiana, i credenti possono stare nella storia e tra gli uomini secondo lo statuto evangelico.
In un tempo di forti contrapposizioni e battaglieri proclami, risulta utile la lettura di queste pagine.
L'umanità è una, di essa fanno parte religione e irreligione. Per credenti e non credenti è comunque possibile la via della spiritualità. è possibile la vita interiore profonda, la creazione di bellezza tra gli uomini.