“Fare il libraio indipendente, oggi, significa dover essere un passo avanti rispetto ai punti di catena e lavorare continuamente per compensare la perdita di vendite dei titoli ad alta rotazione. Riuscirci comporta, per un libraio, diventare organizzatore di eventi culturali legati al libro. Le premesse sono avere entusiasmo per il proprio mestiere, disponibilità di tempo… e soprattutto una libraia esperta come mia sorella e dei veri librai come collaboratori!”.
Parla Lodovico Boragno. Consigliere nazionale dell’Ali e Presidente Provinciale Ali Varese, titolare con i fratelli Francesca e Mario della storica Cartolibreria Centrale Boragno di Busto Arsizio, Lodovico si occupa in particolare del settore cancelleria e ufficio. Dal suo punto di vista la capacità di diversificare l’offerta di prodotti e di servizi è cruciale per il successo di una libreria. Avere gli spazi adatti, naturalmente, aiuta. “Per essere un punto di riferimento conta molto la posizione. La nostra libreria, per esempio, ruota attorno a una corte su cui si affacciano cinque punti vendita, ognuno dei quali è dedicato a una specifica esigenza legata alla lettura e alla scrittura”.
Due locali ospitano le librerie vere e proprie, di varia e di testi professionali; negli altri si trovano la cartoleria, le penne e l’informatica. Ubicata in pieno centro a Busto Arsizio, in una zona pedonale all’interno di una corte del seicento, la Cartolibreria Boragno integra l’attività tradizionale di una libreria indipendente con l’organizzazione di iniziative a cavallo tra marketing, cultura e sociale, proponendo ai clienti – oltre alle presentazioni di libri - anche eventi artistici con raffinati allestimenti di articoli di cancelleria e cartoleria. “La nostra peculiarità e la nostra fortuna è quella di avere un’offerta editoriale ampia, di circa 60.000 titoli, insieme a una gamma di prodotti per la scrittura molto articolata. Questo mix merceologico ci permette di diversificare le fonti di guadagno”.
Ma per una libreria pura e semplice, far quadrare i bilanci è molto più difficile...
“Purtroppo è così. I margini si assottigliano sempre più. Per invertire la tendenza ci sono due modi: o si riesce a far rispettare seriamente il prezzo di vendita al pubblico, e la nuova legge Levi è una soluzione; oppure si cercano nuovi margini a monte della filiera: purtroppo, però, il singolo libraio non ha la forza contrattuale per farlo!”
La collaborazione tra i librai indipendenti è l’unica soluzione per rafforzare complessivamente la categoria e aiutare le librerie a stare sul mercato. La proposta di una centrale con cui effettuare acquisti in comune è un progetto in cantiere ma la mancanza di capacità di “fare gruppo” tra i librai impedisce all’iniziativa di concretizzarsi.
“L’Ali fa moltissimo con le poche risorse a disposizione. Insieme alla partecipazione, per rafforzarsi, avrebbe però bisogno di maggior supporto, a livello territoriale, dalle associazioni provinciali di Confcommercio, che dovrebbero aiutare meglio una categoria in grado di fare da volano non solo per il commercio ma soprattutto per la cultura”.
