“Le librerie per ragazzi sparse sul territorio italiano sono spesso dei luoghi di eccellenza. I librai che le gestiscono hanno un elevata specializzazione, sanno analizzare un segmento di mercato molto particolare, fanno una ricerca continua e conoscono in profondità il prodotto-libro che promuovono”.
Parla Silvana Sola, tra i fondatori della libreria Giannino Stoppani di Bologna, specializzata in libri per l’infanzia e l’adolescenza, settore di cui la libraia si occupa per conto della Commissione Varia dell’Associazione. Le abbiamo chiesto di tracciare una panoramica di questo particolare mercato librario, dal suo punto di vista.
“Oggi l’editoria per ragazzi è ricca perché, negli ultimi anni, è cresciuta moltissimo. Si è accesa un’attenzione, sopita negli anni 90, per il libro illustrato. Riprende interesse la letteratura dedicata agli adolescenti e si costruisce il mercato del crossover, perfetto anche per la libreria di varia. Sono aumentati gli editori specializzati ed è cresciuto il numero dei libri da mettere sugli scaffali. Nella nostra libreria, per esempio, abbiamo oltre 14mila titoli, compresi quelli in lingua straniera.
Quali sono le specificità del vostro lavoro?
In un Paese che dichiara un basso livello di lettura il lavoro quotidiano del libraio per ragazzi è quello di leggere ciò che viene messo a scaffale e studiare con attenzione le proposte editoriali. Spesso il fruitore della libreria è un adulto che acquista per conto terzi: è dunque fondamentale immaginare il lettore che non è presente. E poi presentare un’editoria spesso poco conosciuta perché lontana dagli echi dei media, valorizzando libri di cui la stampa si occupa raramente perché non entrano nei circuiti televisivi.
Come tutti i librai indipendenti dobbiamo costruire un percorso di fidelizzazione, dimostrare una competenza che porti il cliente a rientrare, a fidarsi, a seguire i consigli, a ricercarli. E poi ci sono i bambini e i ragazzi, a cui il libraio deve indurre curiosità, rispondendo alle loro richieste, seguendone i gusti di lettura, mostrando la ricchezza dell’offerta e suggerendo incontri con libri che potrebbero aprire vere piste di lettura”.
E il mercato, in che direzione si muove?
“Fino a poco tempo fa l’editoria per ragazzi registrava successi che indicavano un trend in crescita. Rassicurando i librai, questo fenomeno ha portato alla nascita e al potenziamento del settore ragazzi in molte librerie di varia. Attualmente, però, i dati sono un po’ diversi: anche se i dati Istat presentati a Torino nel maggio scorso rivelano che la percentuale dei ragazzi lettori è salita al 56,6 %, molto più di quella degli adulti, il comparto è in leggera flessione.
Vediamo il nostro caso. In 26 anni di attività abbiamo registrato una crescita progressiva del fatturato ma negli ultimi mesi siamo obbligati a fare i conti con un calo delle vendite, soprattutto da parte di scuole e biblioteche. Questo fenomeno è causato, da un lato, dalle minori risorse economiche dedicate al libro. Dall’altro, da una selvaggia politica scontistica che và a scapito della qualità dell’offerta delle librerie che, come la nostra, impegnano le loro risorse umane per il mondo della scuola e della biblioteca. Tale politica di sconti non riconosce valore al libro e lo decurta del suo peso culturale.
Perché in Italia non è riconosciuto adeguatamente il valore del libro, in particolare per bambini e ragazzi?
Perché manca una politica impegnata a far sì che i ragazzi crescano lettori. Perché la scuola pubblica raramente ha biblioteche scolastiche attrezzate, con libri rappresentativi della pluralità dell’editoria per ragazzi e con figure professionali competenti. Perché le biblioteche pubbliche sono poche. In Italia non si capisce che il libro e la lettura sono un valore. Un valore culturale che diventa valore economico, alimentando lo sviluppo e la crescita. Ai librai deve essere data la possibilità di svolgere al meglio il proprio lavoro, senza costringerli a stare sempre in trincea a difendersi da editori-librai, distributori-librai, venditori di libri. Una libreria per ragazzi sul territorio è un presidio culturale fondamentale perché è capace di interfacciarsi con tutte le altre realtà che concorrono a definire una politica dell’infanzia e dell’adolescenza.
Cosa potrebbe fare l’Ali, per rafforzare le librerie per bambini e ragazzi?
“Bisognerebbe costruire una carta d’identità delle diverse librerie per ragazzi per capire il ruolo che svolgono nell’ambito del mercato editoriale e in quello culturale. Molte librerie realizzano festival, promuovono iniziative sul territorio, costruiscono percorsi didattici con le scuole. Molti librai, grazie alla propria iniziativa, hanno investito nella formazione creando un mercato nel mercato - da soli - in attesa di una legge sul libro che riconosca alla libreria il ruolo che esercita. Credo che l’Associazione potrebbe dar corpo e voce a una rete tra i librai per ragazzi e tra tutti quei librai che al settore ragazzi dedicano uno spazio vitale. Una rete di intenti, pensieri e azioni per superare le geografie del proprio spazio-libreria e realizzare iniziativi utili e davvero condivise. Auspico inoltre la creazione di un tavolo tra i librai per ragazzi associati all’Ali e il gruppo dell’Aie ragazzi, dove lavorare concretamente per prouovere il libro e la lettura”.
