Una legge per chi legge PDF Stampa E-mail

Paolo PisantiL’Italia ha bisogno di una legge quadro in grado di rendere stabile e far funzionare meglio il proprio mercato editoriale. Servono regole certe e trasparenti per tutti gli attori della filiera: editori, promotori, distributori, librai e, naturalmente, lettori.
L’asfissia del mercato, l’esiguità del numero dei lettori e la scarsa propensione alla lettura, infatti, derivano certamente dall’ambiguità della regole in vigore e sono aggravate dalla totale mancanza di politiche per promuovere la lettura.

Questo è il punto: vogliamo un intervento organico, una scelta di campo radicale a favore di chi legge. Una legge per chi legge.
L’alternativa è il presente. Con gli italiani che leggono troppo poco. Con le librerie che continuano a chiudere. Come le tante che, nelle ultime settimane hanno chiuso i battenti. E le molte altre che sopravvivono a stento.
I librai non riescono ad andare avanti, non ce la fanno Applica più. E con loro i piccoli editori. La possibilità di praticare sconti selvaggi e di aggirare le norme dell’articolo 11, infatti, stanno portando il mercato verso un oligopolio che, in pochi anni, renderà più debole e uniforme l’intera filiera editoriale-libraria.
Per scongiurare che questo succeda ci stiamo muovendo su più direzioni. Cerchiamo alleanze con gli altri protagonisti del mercato, con l’Aie, l’Anarpe, i distributori. Lavoriamo sul campo,  ascoltando gli autori, i lettori e continuando a creare un orchestra composta di tanti elementi virtuosi e di voci “fuori dal coro”.
Non ci nascondiamo dietro allo stereotipo del libraio romantico, disordinato e intellettuale. No. Siamo una comunità di professionisti preparati, consapevoli della direzione che sta prendendo il mercato, attenti ai gusti dei consumatori.
Vediamo che i negozi attorno a noi chiudono, schiacciati da immensi centri commerciali, da costi sempre più alti e dalla mancanza di regole. Crediamo in un altro modello di economia. I libri non sono prodotti qualsiasi. Gli italiani non vogliono comprare solo pizze, gelati, souvenir e pantaloni nei negozi del centri delle loro città, piccole e grandi.
Ecco perché chiediamo una legge organica che ci permetta di continuare a lavorare sul territorio. Una legge per promuovere realmente la cultura, la diffusione dei libri e l’abitudine alla lettura, fin dall’infanzia, fattori strategici per un Paese capace di progettare con lungimiranza il proprio futuro.
Vogliamo una legge perché vogliamo un mercato equilibrato e trasparente. Non è una chimera. Prendiamo a modello quanto fatto in Francia, Germania e Spagna con ottimi risultati.
Stiamo agendo a 360° gradi, chiamando in causa la politica e le istituzioni, a livello nazionale e locale. Nelle prossime settimane proporremo diverse iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e valorizzare il ruolo dei buoni librai – siano essi indipendenti o di catena - per la crescita culturale del nostro Paese.


Paolo Pisanti