• Pieranna Margaroli, fondatrice della libreria Margaroli di Verbania

"Più riconoscimento al nostro lavoro sul territorio"

La libreria Margaroli di Verbania ha ottenuto il premio nazionale per Librai Luciano e Silvana Mauri, il riconoscimento assegnato ogni anno dalla Scuola Librai Umberto ed Elisabetta Mauri – UEM - insieme all’Ali e all’Aie a una libreria distintasi per qualità delle pubblicazioni, innovazione, professionalità e imprenditorialità.
L’Ali ha chiesto a una delle fondatrici della libreria, Pieranna Margaroli, qualche spunto da condividere con i librai e gli amici delle librerie.
“Questo riconoscimento ci gratifica moltissimo perché viene dal mondo del libro in tutte le sue sfaccettature: dai colleghi, dagli operatori dell’editoria e dalla scuola Mauri, di cui tutti i nostri collaboratori hanno frequentato i corsi. Il premio rende merito a un impegno che dura da quattro decenni e grazie al quale, oggi, oltre a fornire un servizio di qualità ai lettori, siamo diventati operatori culturali che propongono iniziative importanti per la città e la provincia di Verbania”.

Da quando è stata fondata nel 1966, la libreria Margaroli è diventata un punto di riferimento per il proprio territorio, mettendo in piedi iniziative culturali come la Mostra del libro tascabile, il festival della letteratura di montagna Letteraltura, prestando particolare attenzione alla letteratura per l’infanzia e dando vita a una piccola casa editrice, la Tararà Edizioni. Qual è il filo conduttore di tutte queste attività?
“La volontà di essere trainanti. Riteniamo che i librai abbiamo responsabilità importanti, sia culturali che politiche. Per farsene carico servono sopratutto l’entusiasmo e la consapevolezza di poter cambiare le cose. I librai devono prendere posizione, non devono restare fermi ad aspettare il cliente ma devono andare incontro alla gente. Noi abbiamo sempre cercato di farlo e, per questo, spesso siamo stati scomodi con le istituzioni”.

Per i librai è un momento molto difficile: è possibile affrontare la crisi?
“Il problema delle librerie è la sopravvivenza: in Italia molti librai non riescono ad andare avanti e questo è grave. Con la chiusura di una libreria si perdono grandi ricchezze, umane e culturali. Perché i librai hanno un ruolo fondamentale, sul piano culturale e soprattutto su quello sociale. Dobbiamo essere più consapevoli di questo ruolo. Per riuscirci è necessario potenziare lo spirito di aggregazione delle categoria: questo potrebbe rafforzare anche la nostra forza contrattuale. E poi bisogna tornare sul territorio, valorizzare le iniziative dalla base: per farlo serve il contributo di tutti i librai”.