Sembra un paradosso ma alla fine è avvenuto quanto nel mondo del libro da tempo si evocava come naturale sbocco della presenza in Italia di Amazon nel settore dato che si diceva: vedrete che Amazon arriverà a produrre i libri, fatto! Vedrete che Amazon arriverà a proporsi come distributore: primo passo fatto!

E tutto questo avviene senza che nel mondo del libro chi ha in mano le leve dell'editoria sembri preoccuparsi, piegato com'è a difendere il suo presente senza guardare al futuro, come il queste ore è avvenuto per la legge approvata in prima lettura alla camera.

Di questo infatti l'editoria è profondamente malata: di presentismo e di assenza di visione strategica.E così avviene che editori e operatori del mondo del libro si rivolgano preoccupati all'Ali chiedendo a noi di bloccare Amazon, di fare qualcosa per far sì che questo disegno, che sembra nei suoi sviluppi ineluttabile, non abbia a realizzarsi. Certo è curioso che oggi si chieda a noi di bloccare Amazon, quando sono anni che chiediamo più servizi, più chiarezza nel rapporto con la distribuzione, tempi certi di consegna, tutti aspetti questi che in parte oggi Amazon concede alle librerie con la sua proposta, e che ai librai italiani servono come il pane per poter reggere la moderna concorrenza del mercato. Forse più che chiedere a noi di far qualcosa perché Amazon non fagociti il mercato del libro, i signori editori, guardandosi allo specchio, dovrebbero chiedersi: cosa stiamo facendo per evitare che Amazon acquisisca il controllo del mercato? Quanto abbiamo investito in questi anni nelle strutture distributive, quanto abbiamo lavorato per creare le condizioni distributive e commerciali affinché potessero prosperare le librerie e non altri modelli di distribuzione commerciale? Quanto stiamo facendo per evitare ad esempio che nel mese di agosto non si blocchi la distribuzione del libro scolastico alle librerie che così sono penalizzate non potendo rifornirsi in un mese determinante per la vendita dei libri di testo?

Ali continua anche in queste settimane a lavorare per migliorare le condizioni di mercato e legislative delle librerie, e ed è sinceramente convinta che la proposta di Amazon in un mercato che sa elevare gli standard di servizio distributivo alle aziende non potrà che restare marginale, ed è per questo che anche oggi lanciamo un appello affinché editori e distributori la smettano di fuggire davanti alle nostre richieste e si siedano con noi a costruire quel nuovo patto di servizio oggi non più rinviabile: l'associazione questo può fare, le aziende librarie che devono rispondere alle richieste della clientela fanno le loro scelte. Agli editori/distributori la risposta!

Paolo Ambrosini, presidente Ali/Confcommercio