80 anni dalla fondazione dell’ALI – Associazione Librai Italiani, nata a Bologna il 29 marzo 1946.
Una nascita che è stata anche una scelta. Dopo lo scioglimento, durante il fascismo, dell’associazione che dal 1870 riuniva editori e librai, e dopo la costituzione dell’AIE nel 1945, i librai decisero di dotarsi di una propria rappresentanza autonoma. Una scelta politica, ma anche profondamente identitaria: affermare il ruolo delle librerie come parte essenziale della filiera del libro e della vita culturale del Paese.
Da allora, l’ALI è diventata molto più di un’associazione di categoria. È una comunità. Una comunità fatta di libraie e librai che, in ottant’anni, hanno attraversato trasformazioni profonde, crisi e cambiamenti del mercato, continuando a difendere ogni giorno il valore del proprio lavoro.
I risultati raggiunti in questi decenni – dagli accordi di categoria alla riduzione dell’IVA, dalla legge Levi alla sua revisione con la legge Nardelli nel 2020 – raccontano una storia di rappresentanza concreta. Non concessioni, ma conquiste ottenute grazie a un lavoro continuo di interlocuzione, competenza e presenza nei luoghi in cui si decide.
Accanto a questo, l’ALI ha investito in modo lungimirante su un altro pilastro fondamentale: la formazione. Con la nascita, nel 2006, della Scuola Librai Italiani, l’associazione ha scelto di costruire competenze, accompagnare il ricambio generazionale e rafforzare la qualità professionale del settore. Un impegno che ancora oggi ci distingue: siamo l’unica realtà associativa tra i principali mercati editoriali europei a promuovere in modo strutturato la formazione dei librai. Perché non c’è futuro per le librerie senza competenze, senza visione, senza capacità di evolvere.
Ma accanto ai risultati più visibili, c’è un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, e forse ancora più importante: quello che consente alle librerie di continuare a esistere, evitando che su di esse ricadano oneri sproporzionati. Anche in Europa, negli ultimi anni, la nostra presenza è stata decisiva per fermare provvedimenti che avrebbero avuto un impatto molto pesante sulle imprese.
Questo è il senso più profondo dell’ALI: dare voce a chi, da solo, rischierebbe di non averne. Difendere un equilibrio di mercato che non è solo economico, ma anche culturale.
Perché una libreria non è mai soltanto un punto vendita. È un presidio culturale, un luogo di relazione, uno spazio di libertà. E difendere le librerie significa difendere tutto questo.
Oggi, però, sappiamo che le sfide non sono finite. Anzi, sono diventate più complesse: concentrazioni di mercato, nuovi modelli di consumo, pressioni normative sempre più articolate. Per questo la rappresentanza non è un fatto acquisito, ma una responsabilità da rinnovare ogni giorno, insieme.
L’80° anniversario dell’ALI è allora non solo un momento per guardare indietro, ma soprattutto un impegno per il futuro: continuare a costruire condizioni più eque per le librerie, rafforzarne il ruolo e investire sulle competenze che ne garantiranno la tenuta nei prossimi decenni.
Buon 80° anniversario a tutte le libraie e i librai che, ogni giorno, danno forza, senso e futuro all’ALI.
Una nascita che è stata anche una scelta. Dopo lo scioglimento, durante il fascismo, dell’associazione che dal 1870 riuniva editori e librai, e dopo la costituzione dell’AIE nel 1945, i librai decisero di dotarsi di una propria rappresentanza autonoma. Una scelta politica, ma anche profondamente identitaria: affermare il ruolo delle librerie come parte essenziale della filiera del libro e della vita culturale del Paese.
Da allora, l’ALI è diventata molto più di un’associazione di categoria. È una comunità. Una comunità fatta di libraie e librai che, in ottant’anni, hanno attraversato trasformazioni profonde, crisi e cambiamenti del mercato, continuando a difendere ogni giorno il valore del proprio lavoro.
I risultati raggiunti in questi decenni – dagli accordi di categoria alla riduzione dell’IVA, dalla legge Levi alla sua revisione con la legge Nardelli nel 2020 – raccontano una storia di rappresentanza concreta. Non concessioni, ma conquiste ottenute grazie a un lavoro continuo di interlocuzione, competenza e presenza nei luoghi in cui si decide.
Accanto a questo, l’ALI ha investito in modo lungimirante su un altro pilastro fondamentale: la formazione. Con la nascita, nel 2006, della Scuola Librai Italiani, l’associazione ha scelto di costruire competenze, accompagnare il ricambio generazionale e rafforzare la qualità professionale del settore. Un impegno che ancora oggi ci distingue: siamo l’unica realtà associativa tra i principali mercati editoriali europei a promuovere in modo strutturato la formazione dei librai. Perché non c’è futuro per le librerie senza competenze, senza visione, senza capacità di evolvere.
Ma accanto ai risultati più visibili, c’è un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, e forse ancora più importante: quello che consente alle librerie di continuare a esistere, evitando che su di esse ricadano oneri sproporzionati. Anche in Europa, negli ultimi anni, la nostra presenza è stata decisiva per fermare provvedimenti che avrebbero avuto un impatto molto pesante sulle imprese.
Questo è il senso più profondo dell’ALI: dare voce a chi, da solo, rischierebbe di non averne. Difendere un equilibrio di mercato che non è solo economico, ma anche culturale.
Perché una libreria non è mai soltanto un punto vendita. È un presidio culturale, un luogo di relazione, uno spazio di libertà. E difendere le librerie significa difendere tutto questo.
Oggi, però, sappiamo che le sfide non sono finite. Anzi, sono diventate più complesse: concentrazioni di mercato, nuovi modelli di consumo, pressioni normative sempre più articolate. Per questo la rappresentanza non è un fatto acquisito, ma una responsabilità da rinnovare ogni giorno, insieme.
L’80° anniversario dell’ALI è allora non solo un momento per guardare indietro, ma soprattutto un impegno per il futuro: continuare a costruire condizioni più eque per le librerie, rafforzarne il ruolo e investire sulle competenze che ne garantiranno la tenuta nei prossimi decenni.
Buon 80° anniversario a tutte le libraie e i librai che, ogni giorno, danno forza, senso e futuro all’ALI.

